Parrocchia di San Verano



Ma allora che salvezza è?

Il vangelo prosegue parlando della salvezza, di Gesù che incontra Zaccheo, e terminerà dicendo: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”.

Prima di Zaccheo c’è l’incontro col giovane ricco che chiede: “cosa devo fare per essere salvato?” È un giovane bravo, buono, ha osservato tutte le leggi e vuole essere ancora migliore.

Cosa gli risponde Gesù? Non ci siamo! E dice: “E’ più facile per un cammello entrare per la cruna di un ago più che un ricco entri nel regno dei cieli.”

Qui, la porta diventa la cruna di un ago e gli apostoli chiedono spaventati: "ma allora chi si salva?"

Provo a dare una risposta: si può salvare solo chi è perduto! Quindi sono salvati tutti i perduti. Non sono salvati i bravi, i buoni, i giusti, quelli che hanno celebrato l'Eucarestia, quelli che conoscono bene la parola di Dio, in sintesi quelli che sono veramente a posto.

Ricordiamo anche che al capitolo 14,23 si afferma che la porta è stretta e poi parlando del banchetto del regno si dice: 23Il padrone allora disse al servo: "Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. 24Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena"

Il padrone di casa, che è Dio, dice: “voglio che la mia casa sia piena!” Ma scusa, se vuoi che sia piena, non puoi stringere la porta, ma allargarla, spalancarla!

In questo brano è toccato uno dei temi più profondi della nostra fede cristiana che è il tema della salvezza, dono di misericordia di Dio.

Questa misericordia è aperta a tutti i miseri, a tutti i perduti, ma il giusto che non ne sente il bisogno, si autoesclude come il fratello maggiore della parabola.

Spero non si diffonda tra noi un certo disagio: ma noi che veniamo a messa, noi che cerchiamo di essere bravi, cosa succede? Siamo perduti?

Se arriviamo a questa conclusione cominciamo ad essere avviati per il sentiero della salvezza.

Pascal dice: due sono le categorie di peccatori: i peccatori veri e propri e quelli che si credono giusti.

Se smetteremo di crederci giusti, cominceremo a sentirci peccatori e allora non solo si aprirà, ma si spalancherà la porta della misericordia.

    Buona domenica. don Alessandro


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