Parrocchia di San Verano


Omilie

OMELIA V Domenica del Tempo Ordinario. Anno A

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». (
Mt 5, 13-16)


Piccola premessa sulla Luce e sul Sale.

L’astronomia ci insegna che ci sono dei corpi opachi, ad esempio la luna. La luna non brilla di luce propria ma, riflettendo la luce del sole, comunica luce.

La luce non esiste in sé. Noi non vediamo la luce, ma le cose e gli oggetti che la luce illumina. Vediamo delle cose colorate proprio perché la luce evidenzia i colori, suscita i colori, fa rivivere i colori. Se non ci fosse la luce sarebbe tutto uguale.

E così anche per il sale. Il sale ha un sapore in sé. Però il sale non sta in sé. Il sale non si sala, ma lo metti nella minestra e si scioglie, lo spargi sulle pietanze e il sale si perde. Il sale non serve a se stesso, ma a dare sapore alle cose.

Luce e sale non modificano e non cambiano le cose, ma danno un sapore, danno un colore, illuminano le nostre ombre, insaporano le nostre vite a volte insipide.

“Voi siete il sale della terra”.

Bel compito quello che Gesù consegna a noi cristiani, compito dal quale non possiamo tirarci indietro.

Se non diamo sapore alla vita di qualcuno “a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”.

Ci aiuta a capire meglio il messaggio del vangelo la prima lettura dove il profeta Isaia mette in bocca a Dio queste parole: “se tu dividerai il pane con l’affamato, introdurrai in casa i miseri, i senza tetto, vestirai uno che vedi nudo, allora la tua ferita si rimarginerà presto”.

Non basta che la mia vita sia buona, abbia un senso, ma è l’amore per l’altro, il prendercene cura, risollevarlo dal non senso che guarisce le nostre ferite.

Ciascuno di noi si porta dentro la sua storia personale, fatta di ferite, di sofferenze magari successe nell’infanzia o provocate da rapporti sbagliati, da delusioni subite, dal dolore arrecato e subìto…

Il vangelo di oggi ci indica il modo per poter guarire da tutto ciò.

Il sale – il balsamo dell’amore – versato sulle ferite dell’altro, rimargina le nostre. Se non ridiamo sapore alla vita dell’altro, perdiamo noi il gusto di vivere, e la nostra vita diventerà insipida e triste.


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