Parrocchia di San Verano


Omilie

OMELIA 5^ Domenica Pasqua 2022 - Anno C


Quando fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri". (Gv 13,31-35)


Si conclude con questo brano il capitolo 13 del vangelo di Giovanni.

Il capitolo era iniziato con Gesù che lava i piedi e che mette la propria vita a disposizione. Poi c’è Giuda che lo tradisce, Pietro che lo rinnega e noi….ognuno sa!

Sia per Giuda che per Pietro, che per me Paolo dirà: “Certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo con lui… se noi manchiamo di fede, il Signore rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso” (2^ Tim. 2,11-13).

Quindi io posso anche rinnegare il Signore, ma il Signore non può rinnegarmi, perché Lui è fedele.

Questa diventa la nostra salvezza, accettare l’amore gratuito del Signore. Allora il problema è conoscere che Dio mi è fedele nella mia infedeltà.

In questo consiste la fede. La fede non significa che io sia un bravo e buon credente e per questo sono salvato; la mia fede è questa: che io sono infedele e il Signore mi è fedele. È la sua fedeltà, a me infedele, che mi salva.

Infatti Pietro solo dopo aver fatto l’esperienza del rinnegamento potrà diventare pietra. Quando capirà di essere una frana anche lui, come tutti, capirà cos’è la pietra: la pietra sicura è che il Signore è fedele e la sua fedeltà è gratuita.

“Vi do un comando nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi; così anche voi amatevi gli uni gli altri.”.

Qualche riga prima di queste parole Gesù offre il boccone a Giuda che subito dopo lo tradirà. Questo boccone significa l’eucaristia, il suo Corpo donato per noi.

L’Eucaristia è quindi il dono gratuito dell’amore di Dio. Se io “merito” quell’amore, profano l’Eucaristia, perché vado a prendere la ricompensa dei miei meriti e non il dono dell’Amore di Dio.

Così prima di accedere alla Comunione diciamo: “Signore non sono degno”. Appunto, perché non sono degno vado; se andassi perché sono bravo, andrei a ricevere il mio stipendio e non il suo amore gratuito per me.

S. Giovanni, invece di mettere il racconto dell’Eucaristia, mette il comando dell’amore “questo è il mio comandamento, amatevi..” e questo perché l’Eucaristia non è semplicemente un rito.

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